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  Ex tempore (2009)

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  Il Castello (2011)

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4 risposte a Store

  1. Matteo Moroni scrive:

    Ciao ragazzi complimenti siete forti vi ho sentito un paio di ore fa. Ero insieme ai miei amici al tavolo di fianco a voi. Vi siete seduti li con noi e ci avete raccontato la vostra storia dopo aver suonato… siete simpatici e bravi. Anch’io sono un musicista suono la chitarra e ho apprezzato il vostro stile! Ciao alla prossimaaaaa!

    • Giulia scrive:

      Grazie Matteo! Anche voi siete molto simapatici! I tuoi complimenti sono molto graditi 🙂 ci vediamo alla prossima! Giulia s66

  2. Giulia scrive:

    Giusy grazie di cuore per l’interessamento. Siamo contenti che hai apprezzato anche le composizioni più sperimentali come appunto “il Castello” colonna sonora di uno spettacolo teatrale che probabilmente ti sarebbe piaciuto vedere visto che eseguivamo i brani dal vivo durante le scene con un aspetto ritmico più importante e curato. Sicuramente l’appunto che ci hai fatto sulla sezione ritmica per certi versi è condivisibile poichè per quanto riguarda “il Castello” la registrazione è stata effettuata con sovraincisioni ritmiche a partire da alcuni spunti armonici eseguiti o con pianoforte o con chitarra. Tale scelta è stata conseguenza dello stretto tempo a disposizione per la consegna alla produzione dal momento della commissione e non ha permesso la reincisione di tutto, partendo da una valida traccia di base a fondo ritmico, cosa fondamentale per chi, come noi, non ama registrare con con il ritmo statico e serrato del Click. Molti gruppi degli anni 60-70, ai quali ci ispiriamo, registravano producendo una prima base strumentale simultaneamente. Crediamo che, per quanto concerne il primo disco “ex tempore”, le migliori basi ritmiche siano proprio quelle fatte con questo metodo, le altre, sempre a causa delle sovrancisioni postume e dei primi esperimenti di ripresa del suono, soffrono di una leggera mancanza di energia e decisione ritmica. Crediamo comunque che questa mancanza sia compensata dalla ricchezza del ritmo sia in termini di diversità di espressione sia, appunto, dalla libertà di accelerazione e decelerazione caratteristica qualitativa della musica classica e di molti gruppi degli anni 60. Speriamo con il prossimo disco, che stiamo ormai registrando con cura da tempo, di riuscire a soddisfarti a pieno. Ti aspettiamo con piacere ad un nostro live così ci facciamo una chiacchierata quando vuoi e ricambiamo l’abbraccio. S66

  3. Giusy Consoli scrive:

    Ciao Ragazzi,ho ascoltato i vostri due album,ci sono aspetti interessanti per quanto riguarda la composizione, pezzi come La Cena del Indifferenza e alcune tracce del Il Castello sono di piacevole ascolto,altre come Sanallegria,Minigonna Blu e MrHide ti si stampano in testa per i piacevoli e simpaciti ritornelli. Complimenti.Se posso fare un osservazione,visto che mi hanno consigliato il vostro ascolto, dovreste curare ed essere piu concentrati sul lato ritmico,percussivo.Rimarrò al ascolto. Un Abbraccio

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